La confraternita invitata al triduo di Santa Venera in Cattedrale

Venerdì 24 luglio una folta rappresentanza della nostra Arciconfraternita ha partecipato nella Cattedrale di Acireale alla S.Messa, celebrata da don Roberto Strano (arciprete-parroco di Aci San Filippo) nel terzo giorno del triduo in preparazione alla festa di Santa Venera, vergine e martire. Nel commento al Vangelo del giorno, che ci ha fatto ascoltare la parabola del seminatore, particolarmente interessante è stato quanto evidenziato dal celebrante circa il rapporto tra la Santa e il Cristo Crocifisso e il modo in cui Venera ha ascoltato e compreso la parola di Gesù.

Al termine della funzione il nostro Rettore e la consorella Angelina Pennisi si sono recati presso la cappella di Santa Venera per rendere l’omaggio floreale e della cera alla patrona della città e della diocesi di Acireale.

Ringraziamo per l’invito, assai gradito, il can. don Mario Fresta, parroco della Cattedrale e cappellano della reale cappella di Santa Venera, nonchè i membri della deputazione della reale cappella.

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Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo 2020

Pubblichiamo il programma dei festeggiamenti per i Santi titolari della nostra Basilica, comunicatoci dal Decano, don Salvatore Scalia. Come da tradizione e per previsione statutaria, anche la nostra Arciconfraternita sarà presente alla S.Messa solenne che sarà celebrata il prossimo lunedì 29 giugno alle ore 19,00.

“Sono questi i santi apostoli che nella vita terrena
hanno fecondato con il loro sangue la Chiesa:
hanno bevuto il calice del Signore,
e sono diventati gli amici di Dio” (dall’antifona)

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SS.Corpo e Sangue di Gesù (Corpus Domini) – 14 giugno 2020

“L’Eucaristia è il memoriale della Passione, il compimento delle figure dell’Antica Alleanza, la più grande di tutte le meraviglie operate dal Cristo, il mirabile documento del suo immenso amore per gli uomini” (S. Tommaso D’Aquino).

“Questo duplice frutto dell’Eucaristia: il primo, l’unione con Cristo, e il secondo, la comunione tra quanti si nutrono di Lui, genera e rinnova continuamente la comunità cristiana. È la Chiesa che fa l’Eucaristia, ma è più fondamentale che l’Eucaristia fa la Chiesa, e le permette di essere la sua missione, prima ancora di compierla. Questo è il mistero della comunione, dell’Eucaristia: ricevere Gesù perché ci trasformi da dentro e ricevere Gesù perché faccia di noi l’unità e non la divisione” (Papa Francesco).

Quest’anno non sarà possibile svolgere la processione cittadina del “Corpus Domini”, per cui questa Solennità sarà celebrata solo all’interno dei luoghi di culto. Nella Basilica dei Santi Apostoli Pietro e Paolo le celebrazioni eucaristiche saranno alle ore 11,30 e 20,00.

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Confermato l’incontro di preghiera del mese di maggio

Finalmente, dopo la lunga sosta “forzata” dovuta alla nota emergenza sanitaria, possiamo riprendere le nostre pubbliche attività di culto!

Dopo aver consultato il nostro Cappellano, don Salvatore Scalia, Decano della Basilica dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, possiamo comunicare che si terrà regolarmente l’incontro mensile di preghiera per le confraternite, già previsto in calendario per il prossimo sabato, 30 maggio, con inizio alle ore 19. Ci vedremo, quindi, nella nostra cara Basilica per meditate i misteri del Santo Rosario, in questo mese particolarmente dedicato alla Beata Vergine Maria, e recitare la preghiera dei vespri. Come è ovvio, si dovranno scrupolosamente osservare tutte le misure in atto previste per la partecipazione all’interno dei luoghi di culto (distanziamento, obbligo di mascherina, divieto di accesso a chi ha sintomi influenzali).  Ricordiamo inoltre che la capienza attualmente consentita all’interno della Basilica è di 69 posti.

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Pasqua 2020. “Cristo è risorto, alleluia”

Carissimi consorelle, confrati e novizi in questo periodo di emergenza possa questa Santa Pasqua insegnarci a riscoprire il valore delle piccole cose, l’importanza della solidarietà, il valore dell’attesa e della speranza.
I più affettuosi auguri per una serena Pasqua a tutti voi e alle vostre famiglie sempre fiduciosi nell’amore di Gesù.

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Sabato Santo 11 aprile il momento straodinario di preghiera

Quest’anno, a causa della nota emergenza sanitaria che purtroppo sta affliggendo il nostro Paese e il mondo intero, in base alle disposizioni emanate dall’autorità civile e seguendo le indicazioni dell’autorità ecclesiastica, siamo spiacenti comunicare che non si potrà svolgere la tradizionale processione del “Cristo Morto” ad Acireale.  Tuttavia, il nostro Direttivo non ha voluto rinunciare del tutto ad ogni attività di culto. Consultato il Cappellano, presi contatti con la Curia diocesana di Acireale e ricevuto il benestare del Vescovo, propone ai fedeli un momento di preghiera nella giornata del Sabato Santo,  per impetrare al Signore la grazia della salute del corpo e dello spirito.

Pertanto la nostra Arciconfraternita invita tutti a raccogliersi in preghiera sabato 11 aprile (Sabato Santo), alle ore 10,00 insieme al nostro amato Vescovo, mons. Antonino Raspanti, per la recita dell’ufficio delle letture.

La funzione, naturalmente, si svolgerà “senza concorso di popolo”, in assenza di fedeli, come prevedono le attuali disposizioni normative. Questo momento di preghiera, comunque, potrà essere seguito sulle pagine Facebook della Diocesi di Acireale e della Basilica dei SS.Pietro e Paolo e sarà anche trasmesso in diretta televisiva dalle emittenti “Etna Espresso Channel” (canale 115 DT) e “Prima Tv” (canali 666 e 87 DT).

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Otto “suggerimenti” di Papa Francesco per la Settimana Santa

Messaggi e consigli di Papa Francesco, da seguire durante la Settimana Santa, che ci conduce verso la Pasqua di Risurrezione. Ne parla Mariangela Tassielli in “A ritmo di Vangelo – Vivere il tempo di Quaresima e di Pasqua” (edizioni Paoline). Un viaggio che inizia nel giorno della Domenica delle Palme, con una frase tratta da un passo del Vangelo, affiancata dalla breve riflessione del Papa.   

1) Guardiamo il Crocifisso

Domenica delle Palme: “Chiese Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato il Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!»” (Mt 27,22).

Inizia la grande settimana. La vivremo a tu per tu con il più sconvolgente e destabilizzante mistero di Dio: il suo dono totale, la sua morte, il suo silenzio, la sua risurrezione.

«Può sembrarci tanto distante il modo di agire di Dio – dice il Papa –  che si è annientato per noi, mentre a noi pare difficile persino dimenticarci un poco di noi. Egli viene a salvarci; siamo chiamati a scegliere la sua via: la via del servizio, del dono, della dimenticanza di sé. Possiamo incamminarci su questa via soffermandoci in questi giorni a guardare il Crocifisso, è la “cattedra di Dio”».

2) Il profumo del dono

Lunedì santo: “Tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo [di puro nardo]” (Gv 12,3).

Lasciamolo entrare nella nostra casa. Lasciamo che la nostra vita sia invasa dall’irrefrenabile profumo del dono. L’amore immenso e gratuito di Dio si fa carne, si lascia contemplare sulla croce in tutta la sua sconvolgente e folle radicalità.

3) Abbandoniamoci a Gesù
Martedì santo: “Uno di voi mi tradirà” (Gv 13,21).

Prima o poi capita a tutti. Crediamo di essere pronti a dare la vita, ma poi la paura di perdere qualcosa di importante ci blocca… Oggi, accontentiamoci di chinare il capo sul petto di Gesù, di mangiare con lui lo stesso pane, di vivere tempi di preziosa intimità. Questo, e solo questo, ci renderà forti e liberi nel momento del dono.

4) Quanto vale Dio per me?

Mercoledì santo: “Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?” (Mt 26,15).

Siamo alla vigilia del Triduo pasquale. Prima di celebrare la Pasqua dobbiamo, con coraggio, fermarci e chiederci: Quanto vale Dio per me? Che posto e che valore occupa nella mia vita? Solo così potremo scoprire se siamo davvero capaci di stare sotto la croce, se preferiamo guardare tutto da lontano o se scegliamo di sostituire il Vangelo con il migliore offerente.

5) Un amore senza limiti: diciamo “grazie”

Giovedì santo: “Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi” (Gv 13,13.15).

Sostiamo in silenzio alcuni istanti, all’altare della reposizione. Ringraziamo il Signore per la sua presenza nella nostra vita, per i doni che gratuitamente ci fa. Ripetiamo nel cuore: «Grazie, Signore, per…».

«Gesù ci ha amato. Gesù ci ama – afferma Papa Francesco – Senza limiti, sempre, sino alla fine. L’amore di Gesù per noi non ha limiti: sempre di più, sempre di più. Non si stanca di amare. Ama tutti noi, al punto da dare la vita per noi».

6) La croce che “cambia” la preghiera

Venerdì santo: “E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me” (Gv 12,32).

La croce che Gesù ha vissuto ci raggiunge e ci interpella con il suo carico scomodo di povertà, gratuità e radicalità. Dalla croce Dio non si è liberato, non è sceso da quel legno di morte. Questo sovverte la nostra fede assetata di onnipotenza e chiede alla nostra preghiera – fatta di richieste continue di salute, di benessere, di quiete, di sicurezza – una profonda conversione.

«Gesù proprio qui, all’apice dell’annientamento – evidenzia Bergoglio – rivela il volto vero di Dio, che è misericordia. (…) Se è abissale il mistero del male, infinita è la realtà dell’Amore che lo ha attraversato».

7) Scoprire la semplicità di Dio
Sabato santo: “Resero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura” (Gv 19,40).

Dov’è Dio? Ce lo chiediamo tutte le volte in cui le cose sembrano ingiuste, in cui il dolore colpisce gli innocenti. Dov’è Dio? La vita sembra essere stata sconfitta dalla morte e il male sembra aver avuto l’ultima parola. Per questo dobbiamo, con coraggio, fermarci davanti al sepolcro. Perché lì c’è la risposta alle nostre domande. Dio abita la morte, il dolore, il non-senso, il silenzio, affinché tutto, in lui e con lui, possa risorgere.

«Lo stile di Dio è la semplicità – sentenzia il Papa – inutile cercarlo nello spettacolo mondano. Anche nella nostra vita egli agisce sempre nell’umiltà, nel silenzio, nelle cose piccole».

8) A chi ha perso la speranza
Domenica di Pasqua: “Maria di Magdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro” (Gv 20,1).

Ci lasciamo con queste parole bene augurali di Francesco: «A quanti nelle nostre società hanno perso ogni speranza e gusto di vivere, agli anziani sopraffatti che nella solitudine sentono venire meno le forze, ai giovani a cui sembra mancare il futuro, a tutti rivolgo ancora una volta le parole del Risorto: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose… A colui che ha sete darò gratuitamente acqua dalla fonte della vita” (Ap 21,5-6)».

Fonte: https://it.aleteia.org/2019/04/11/8-insegnamenti-papa-francesco-settimana-santa/

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Venerdì Santo 2020 senza la processione del “Cristo morto”

L’emergenza sanitaria che si sta vivendo, a causa della diffusione del “coronavirus”, impedisce di riunirsi in assemblea liturgica nel Giorno del Signore e nel Triduo Pasquale, centro di tutto l’anno liturgico. Queste le indicazioni che vengono dalla Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti (decreto 25/3/2020): “Dal momento che la data della Pasqua non può essere trasferita, nei paesi colpiti dalla malattia, dove sono previste restrizioni circa gli assembramenti e i movimenti delle persone, i Vescovi e i Presbiteri celebrino i riti della Settimana Santa senza concorso di popolo e in luogo adatto, evitando la concelebrazione e omettendo lo scambio della pace. […] Le espressioni della pietà popolare e le processioni che arricchiscono i giorni della Settimana Santa e del Triduo Pasquale, a giudizio del Vescovo diocesano, potranno essere trasferite in altri giorni convenienti, ad esempio il 14 e 15 settembre”.

Anche le processioni, quindi, al fine di evitare assembramenti, non potranno avere luogo. Tra queste, purtroppo anche la nostra tradizionale processione del venerato simulacro del “Cristo morto”, che si svolgeva ininterrottamente dalla fine del secondo conflitto mondiale. Siamo spiacenti comunicare, quindi, che il venerato simulacro del “Cristo morto” non potrà essere condotto in processione il prossimo Venerdì Santo, 10 aprile 2020.

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Quarta domenica del tempo di Quaresima – 22 marzo 2020

Oggi andiamo incontro al Signore perché ci doni la sua luce. Questo dono, che abbiamo già ricevuto nel Battesimo, lo chiediamo ogni giorno per essere riconosciuti nel mondo come figli della luce

SVÉGLIATI, TU CHE DORMI, E CRISTO TI ILLUMINERÀ

Comportarsi da figli della luce, come chiede Paolo ai cristiani di Efeso (II Lettura), prima che essere frutto di un nostro impegno, è un dono che riceviamo dal Signore e dalla sua Pasqua, e che la nostra libertà dovrà poi sforzarsi di accogliere. Rimane comunque un dono battesimale, come annuncia lo stesso Apostolo, citando probabilmente un inno o un’antifona liturgica che la comunità pregava: «Svégliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà». La nostra partecipazione alla Pasqua di Gesù, grazie ai sacramenti che celebriamo, apre i nostri occhi e ci dona una possibilità diversa di vedere, simile a quella di Dio, come Dio stesso rivela a Samuele: «L’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore» (I Lettura). Questa affermazione, stando al testo ebraico, può essere anche intesa: «Dio vede con il cuore». Si tratta cioè di un diverso modo di vedere, che assume altri criteri di discernimento e di giudizio. Anche chi ci vede bene, ha bisogno, come il cieco nato, di essere guarito da Gesù, per giungere ad avere uno sguardo luminoso. È la nostra pretesa di vedere, illudendoci di non aver bisogno di guarigione, a renderci ciechi. fr. Luca Fallica, Comunità Ss. Trinità di Dumenza

Fonte: La Domenica (Ed. Periodici San Paolo)

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Terza domenica del tempo di Quaresima – 15 marzo 2020

Oggi con la Samaritana ci fermiamo presso il pozzo. La sete di Gesù, che le chiede acqua, porta la donna a scoprire in sé una sete insoddisfatta e la spinge a chiedere a Gesù la sua acqua, l’unica che soddisfa la vera sete dell’uomo.

Dio, che è in te, colmerà per sempre la tua sete

Gesù incontra una donna presso un pozzo. I pozzi sono importanti nelle Scritture perché lo sono anche nella vita degli uomini: senza acqua, infatti, non viviamo. Abbiamo bisogno di acqua e perciò abbiamo bisogno di pozzi. Anche per questo motivo l’acqua, la sete, diventano metafore profonde della condizione umana, soprattutto dei suoi desideri. Viviamo infatti anche di desideri, di speranza; abbiamo fame e sete di vita, di futuro, di un bene che compia la nostra vita. Alla donna samaritana Gesù rivela che a dissetarci davvero è solo il dono di Dio: «Se tu conoscessi il dono di Dio!». A questa donna, che è corsa dietro a tanti uomini senza incontrare lo sposo vero, Gesù si rivela come colui che, con il suo dono, può colmare per sempre la sua sete. L’acqua che egli ci dona, infatti – scrive san Paolo ai Romani – è l’amore di Dio che lo Spirito riversa nei nostri cuori (II Lettura). A causa della mancanza di acqua, gli Israeliti nel deserto dubitano che Dio sia in mezzo a loro (I Lettura). Nel dono di Dio, che è lo Spirito, scopriamo sorpresi che la nostra sete è saziata perché Dio è dentro di noi, e noi diventiamo suo tempio, sua dimora: adoratori in spirito e verità.
fr. Luca Fallica, Comunità Ss. Trinità di Dumenza

Fonte: La Domenica  (ed. Periodici S. Paolo)

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