Le emozioni di un pellegrinaggio attraverso le fotografie

Sabato 26 gennaio l’Arciconfraternita del SS.Crocifisso in S.Pietro, in collaborazione con il Gruppo FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano) di Acireale,  ha organizzato presso la Basilica dei SS.Pietro e Paolo un incontro dal titolo “Riflessioni su un pellegrinaggio in Terra Santa”.

Come ha spiegato nella sua presentazione il prof. Francesco Calì, lo spunto nasce da un pellegrinaggio organizzato nell’agosto 2016 da don Gaetano Pappalardo, direttore spirituale del Seminario di Acireale. Lo stesso sacerdote preso la parola, anzitutto, per ringraziare i presenti che hanno avuto il piacere di condividere il ricordo di questa esperienza straordinaria, che va fatta almeno una volta nella vita.

La vita è pellegrinaggio – ha spiegato don Gaetano – Siamo tutti orientati verso la Gerusalemme celeste, ma visitare la Gerusalemme terrena pure ci aiuta a comprendere qual è la nostra meta ultima. E’ importante, infatti, conoscere questi luoghi, ripercorrere le strade che Gesù e i suoi discepoli hanno percorso oltre duemila anni fa, perché noi cristiani crediamo in un Dio che si è fatto uomo. Gerusalemme poi è una città accogliente, dove convivono culture e religioni diverse; certi pregiudizi vanno, quindi, rivisti. Abbiamo anche noi bisogno di imparare l’arte della convivenza e di fare l’esperienza dell’incontro con Gesù.”.

Tra i diciannove i partecipanti a quel pellegrinaggio c’era anche il nostro rettore, Arcangelo Patanè, che ha realizzato circa 3400 fotografie. Alcune di queste nel corso della serata sono state proiettate ed accompagnate dal commento di Rosy Aiello, Marina Cocimano e dello stesso Arcangelo Patanè.

Cana, monte Tabor, monte delle Beatitudini, lago di Tiberiade, Cafarnao, fiume Giordano, Gerico, il mar morto, Nazareth, Betlemme e, naturalmente, Gerusalemme, la città santa per le tre religioni monoteiste con il muro del pianto, l’orto dei Getsemani, la Basilica del Santo Sepolcro, lo Yad Vashem: questi sono alcuni dei soggetti immortalati dall’obiettivo del nostro Arcangelo, che è riuscito a catturare i particolari monumentali e naturalistici, le espressioni dei pellegrini, i suggestivi scorci notturni. Ma non solo. Dalla Terra Santa ha portato con sé anche una riproduzione della corona di spine di Gesù, che ha donato alla nostra Arciconfraternita per essere posta sul capo del venerato simulacro del Cristo morto.

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Sabato 26 gennaio in Basilica incontro culturale/spirituale dal tema “Riflessioni su un pellegrinaggio in Terra Santa”

Sabato 26 gennaio alle ore 18,00, la nostra  Arciconfraternita con la collaborazione del Gruppo FAI di Acireale organizza presso la Basilica dei SS.Apostoli Pietro e Paolo di Acireale l’incontro sul tema “Riflessioni su un pellegrinaggio in Terra Santa” con la proiezione della foto realizzate dal nostro Rettore, Arcangelo Patanè, ed i commenti di Marina Cocimano e Rosy Aiello;  coordinamento del prof. Franco Calì.

Confrati, fedeli e cittadinanza tutta sono invitati a partecipare a questo evento, che rappresenta un’occasione propizia per meditare sul Mistero della passione e morte di N.S. Gesù Cristo

http://www.diocesiacireale.it/2019/01/22/riflessioni-su-gerusalemme-la-terra-santa/

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Battesimo del Signore – 13 gennaio 2019

Gesù è il Figlio amato del Padre. È il Padre stesso che lo rivela nel momento in cui Gesù riceve il battesimo da Giovanni. La presenza dello Spirito Santo segna l’inizio della missione di Gesù, rivolta a tutti gli uomini. Oggi ricordiamo il giorno del nostro battesimo.

UNA VOCE DAL CIELO: «TU SEI IL FIGLIO MIO, L’AMATO»

Commento - Disegno: Stefano PachìLa parola “battesimo” è un termine greco che significa “immersione”. Vi erano delle immersioni proposte dai profeti per significare la purificazione e il cambiamento di vita ed è ciò che il Battista proponeva al popolo che lo seguiva. Il Signore Gesù non aveva bisogno di essere battezzato, lui che non conosceva il peccato, ma compie un gesto profetico: l’immersione che prefigura la sua morte e l’emersione che annuncia la sua risurrezione. Mentre è in preghiera dopo questo lavacro ecco che il cielo si apre e la presenza dello Spirito Santo ratifica la sua identità di Figlio amato dal Padre.
È quanto avviene nella Cresima, in cui lo Spirito dimora in noi con l’unzione del crisma e ci conferma di essere i figli amati del Padre. Si realizza così la consolazione del profeta (I Lettura) e la manifestazione della gloria descritta da san Paolo (II Lettura). Gustiamoci i sacramenti che ci uniscono al Salvatore: il Battesimo ci immerge in Lui, la Cresima ci porta il profumo dell’amore trinitario, l’Eucaristia ci nutre del mistero pasquale di Cristo morto e risorto.  Elide Siviero

Fonte: La Domenica (Ed. Periodici San Paolo)

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Epifania del Signore – 6 gennaio 2019

La salvezza di Cristo è offerta a tutti gli uomini: è la missione universale della Chiesa. Oggi, nel nostro mondo, con i nuovi popoli, l’unità si cerca e si attua a poco a poco. La Chiesa deve essere più missionaria, sempre più in uscita.

«SIAMO VENUTI PER ADORARE IL SIGNORE»

Commento - Disegno: Stefano PachìDopo i pastori di Betlemme, ecco i Magi che vengono dal lontano Oriente. Questi sapienti e misteriosi cercatori di Dio, guidati da una stella, arrivano a Gerusalemme con un unico desiderio: rintracciare e adorare «il re dei Giudei». È lo scopo del loro peregrinare. Forse non si rendono conto che hanno portato turbamento. La città ha altro a cui pensare. L’antico profeta (1 Lettura) aveva invitato Gerusalemme ad alzarsi, a rivestirsi di luce, ma lei giace prigioniera di tenebra e nebbia. Erode, vestitosi di farisaica premura, indirizza i Magi a Betlemme. Grandissima la gioia dei Magi nel rivedere la stella, ma più grande la commozione nel vedere «il Bambino con Maria sua madre». Allora si prostrano e lo adorano. E insieme con i loro cuori, aprono gli scrigni e offrono oro al vero Re, incenso al Dio immortale e mirra all’Uomo che dovrà morire.
I Magi rappresentano le primizie dei popoli pagani che cercano Dio e lo trovano nel Bambino di Betlemme. Tu, che hai avuto il dono della fede, hai mai cercato e trovato Gesù? Chiedi a Lui di essere come la stella per i tanti pagani del nostro tempo e, forse, anche di casa tua! Fr. Giovanni Crisci, OFMCap

Fonte: La Domenica (Ed. Periodici San Paolo)

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Maria Santissima Madre di Dio – 1° gennaio 2019

Oggi con tutta la Chiesa veneriamo Maria, Madre di Dio e Regina della Pace. «Anche oggi forse si può parlare di una terza guerra mondiale combattuta “a pezzi” con crimini, massacri, distruzioni», ripete spesso Papa Francesco. Con tutti gli uomini di buona volontà chiediamo a Dio il dono della pace per tutti i popoli.

DIO MANDÒ SUO FIGLIO «NATO DA DONNA»

Commento - Disegno: Stefano PachìDalla riforma liturgica, nata dal Vaticano II e realizzata da san Paolo VI, l’inizio di ogni nuovo anno civile è posto sotto lo sguardo di Maria, amata e celebrata come Madre di Dio. La Giornata Mondiale della Pace non poteva avere una fonte e un affidamento più opportuni: Gesù, «nato da Donna», è il vero Principe della Pace. Egli, liberandoci dalla schiavitù della Legge e facendoci figli di Dio con il dono dello Spirito (II Lettura), ha portato a pienezza quella benedizione, che un tempo era riservata al solo popolo d’Israele (1 Lettura). I pastori, primi adoratori del Verbo fatto carne e primi evangelizzatori, vanno alla grotta e contemplano, estasiasti ed entusiasti, i Tre: il Bambino con Giuseppe e Maria, che custodisce e medita nel suo cuore tutte queste meraviglie di grazia.
Ricòrdati che nessuno, come Maria, ha vissuto l’amore di Gesù e ha sperimentato la preziosità di quel Sangue che oggi scorre per la prima volta nel segno della circoncisione. Come e più di una Mamma, Lei desidera che ogni giorno di questo nuovo anno sia ricco di quella Pace che l’Eterno offre a te, donna o uomo di buona volontà!

Fr. Giovanni CrisciOFMCap

Fonte: La Domenica (Ed Periodici San Paolo)

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Santa Famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria – 30 dicembre 2018

Anche Gesù, come tutti bimbi, è nato ed è cresciuto in seno a una famiglia. Ecco perché la celebrazione del Natale non si può disgiungere dal ricordo di Maria che gli fu madre, e di Giuseppe che gli fece da padre

GESÙ CRESCEVA IN ETÀ, SAPIENZA E GRAZIA

Commento - Disegno: Stefano PachìNon è superfluo centrare l’attenzione della mente e del cuore sulla Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. Celebrando il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio, siamo infatti invitati a meditare anche gli atteggiamenti di Maria, sua madre, e di Giuseppe, silenzioso custode del fanciullo Gesù.
Come preghiamo all’inizio della celebrazione eucaristica, nella Santa Famiglia abbiamo un vero modello di vita (Colletta), anzitutto perché in essa vediamo sperimentate tutte le gioie e le sofferenze di ogni famiglia umana: essi vivono l’esultanza del pellegrinaggio a Gerusalemme insieme a parenti e amici, ma sono anche messi di fronte all’angoscia di non trovare il loro figlio Gesù al rientro e di cercarlo con grande trepidazione.
Non sono esenti dalle incomprensioni sul vissuto del figlio che cresce e ricevono risposte che hanno bisogno di sedimentarsi nel cuore dei genitori (Vangelo), in attesa che la sua identità si riveli pienamente a tutti. Pur nella sua particolarità, la famiglia di Gesù incarna quegli atteggiamenti che dovrebbero essere tipici di ogni famiglia: questa è l’intenzione per la quale oggi preghiamo intensamente.
Tiberio Cantabon

Fonte: La Domenica (Ed. Periodici San Paolo)

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Natale di Nostro Signore Gesù Cristo – 25 dicembre 2018


Il Natale è la solennità cristiana più sentita e ricca di tradizioni. Ma è soprattutto un mistero da contemplare con gli occhi della fede. All’umanità in attesa è annunziata la pace, il bene e la salvezza, l’opera suprema dell’amore onnipotente e salvifico del Signore.

IL VERBO SI È FATTO CARNE!

Commento - Disegno: Giorgio TrevisanDio, afferma la Lettera agli Ebrei, che aveva parlato molte volte e in diversi modi nei tempi antichi, oggi ha deciso di rivolgersi a noi attraverso il Figlio perché, Parola fatta carne, potesse essere compreso più pienamente dall’umanità. Egli è la luce del mondo, è la verità della vita, è il Maestro che indica la direzione verso un’esistenza compiuta e autentica (Vangelo).

Tutti possiamo contemplare la salvezza del nostro Dio e cantare i prodigi che egli ha compiuto per noi donando il suo Figlio perché possiamo ricevere grazia su grazia e divenire noi stessi figli di Dio. Tiberio Cantaboni

Fonte: La Domenica (Ed. Periodici San Paolo)

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